Per chiunque sviluppi siti internet, a qualunque livello, l’uso di strumenti di test è una prassi che definirei più che normale. Uno dei più utilizzati è senza ombra di dubbio PageSpeed Insight di Google. Questo strumento venne introdotto nel 2010 con la promessa di valutare in tempo reale le performance di una pagina web sia su mobile che da desktop, fornendo indicazioni tecnico-pratiche. 

La principale differenza con le stesse informazioni fornite tramite la Search Console, e’ che mentre quest’ultima mostra i risultati a seguito di operazioni programmate, PageSpeed Insight e’ consultabile in ogni momento. Molto utile a seguito di modifiche o implementazioni.

Come si sa, però, internet corre veloce e nonostante i continui miglioramenti forniti da Google a PSI, la stessa società di Mountain View ha recentemente comunicato che PageSpeed Insight avrà Lighthouse come motore di analisi interno. Ciò consentirà agli sviluppatori di ottenere gli stessi controlli e consigli sulle prestazioni ovunque: sul Web, dalla riga di comando e in Chrome DevTools. PSI incorporerà anche i dati forniti dal Chrome User Experience Report (CrUX). La versione 5 dell’API PageSpeed Insights, inoltre, fornirà i dati CrUX e tutti gli audit di Lighthouse. 

PageSpeed Insight pagina dei risultati

Lighthouse è un ulteriore e potente strumento di analisi open source sviluppato da Google per migliorare la qualità delle pagine web. Come PSI e’ consultabile online e fornisce indicazioni relative a prestazioni, accessibilità, app Web progressive, SEO e altro ancora.

Google annuncia attraverso il post ufficiale che tutte le versioni precedenti dell’API PageSpeed Insight saranno deprecate tra sei mesi.