Nel settembre scorso ci eravamo chiesti a che punto fosse il recepimento della Direttiva SMAV all’interno dell’Unione Europea. Da fonti ufficiali, ne emerse che la maggior parte dei Paesi membri fosse in ritardo, ad eccezione di Danimarca e Ungheria. 

Direttiva che ha l’ambizione di dare vita a un mercato unico europeo dei servizi di media audiovisivi. Garantirne il corretto funzionamento, contribuendo nel contempo alla promozione della diversità culturale, offrendo un adeguato livello di protezione ai consumatori e preservando il pluralismo dei media. 

A distanza di poche settimane, tramite comunicato stampa, la Commissione europea ha annunciato l’avvio delle procedure di infrazione per i seguenti paesi:

  • Austria
  • Belgio
  • Bulgaria
  • Cechia
  • Cipro
  • Croazia
  • Estonia
  • Finlandia
  • Francia
  • Germania
  • Grecia
  • Irlanda
  • Italia
  • Lettonia
  • Lituania
  • Lussemburgo
  • Malta
  • Polonia
  • Portogallo
  • Romania
  • Slovenia
  • Slovacchia
  • Spagna
  • Regno Unito

L’infrazione per la mancata attuazione non sarà avviata per i seguenti Paesi:

  • Danimarca
  • Paesi Bassi
  • Svezia
  • Ungheria

Questi ultimi hanno notificato entro i termini le misure di recepimento delle nuove norme e confermato la completezza della notifica.

Il  termine per il recepimento della direttiva rivista sui servizi di media audiovisivi, ricordiamo, era stato fissato al 19 settembre scorso.

La direttiva dell’UE sui servizi di media audiovisivi

L’attuale direttiva disciplina il coordinamento delle normative nazionali sui servizi di media audiovisivi a livello dell’UE. La stessa include le trasmissioni televisive tradizionali, i servizi a richiesta e le piattaforme per la condivisione di video.

Nel maggio 2016 la Commissione propose una revisione della direttiva sui servizi di media audiovisivi in virtù del rapido sviluppo dei servizi del settore. Basti pensare alla moltitudine di contenuti online, a richiesta e su diversi dispositivi mobili.

Nel giugno 2018 il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un accordo politico sulle norme e adottate dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea nel novembre dello stesso anno.

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