La fine di un’era. Con questo titolo nel luglio 2017 Microsoft annunciò la fine del supporto al “mitico” Flash entro la fine del 2020 dai browser Internet Explorer ed Edge. Con la stessa frase, invece, Google ha aperto il comunicato ufficiale con cui viene annunciata la disabilitazione di default sul browser Chrome per le applicazioni create tramite Flash.

Flash, alcuni cenni storici

Flash era, a questo punto, un software creato nel 1993 dalla software house FutureWave, acquisita successivamente da Macromedia nel 1996. Quest’ultima acquistata a sua volta da Adobe nel 2005.

Durante l’evoluzione del web, Flash ha giocato un ruolo importantissimo in diversi settori. Consentiva, infatti, di creare o utilizzare animazioni vettoriali per il web permettendo la realizzazione di siti “multimediali” e interattivi. Ma non solo. Grazie alla sua evoluzione, Flash e’ stato utilizzato nel settore giochi e per la realizzazione di piattaforme di streaming audio/video grazie all’interazione con periferiche esterne quali mouse, tastiere, microfoni e webcam. 

Dal punto di vista dello sviluppo di siti web, poiché si trattava di rilasciare un file swf contenente tutte le risorse al suo interno, permetteva la consultazione di un sito anche offline. D’altra parte, si trattava di scaricare file anche di dimensioni eccessive che per le memorie dei dispositivi dell’epoca. Pensiamo ad esempio ai palmari, i primordiali smartphone. Altra lacuna, dal punto di vista SEO, era la difficoltà da parte dei motori di interpretare il contenuto all’interno del file swf.

HTML5 e la fine del supporto a Flash

Come sappiamo, internet corre veloce e si evolve rapidamente.

Nel gennaio 2008 il World Wide Web Consortium, noto anche come W3C, ovvero l’organizzazione non governativa che si preoccupa di sviluppare gli standard del web co-fondata dal papà del WWW Tim Berners-Lee, rilascia la prima versione del linguaggio di markup HTML5. Ovvero l’evoluzione dell’HTML.

Tutti i siti internet utilizzano codice HTML. Indipendentemente dal linguaggio di programmazione utilizzato per la loro realizzazione, in quanto permette di dialogare correttamente con i browser. Questi ultimi interpretano gli elementi all’interno di una pagina web come ad esempio indicazioni sulle proprietà di testi e di immagini.

Queste indicazioni sono definite convenzionalmente tag e con la sua evoluzione, la versione HTML2 venne pubblicata il 24 novembre 1995, il W3C ha provato a colmare diverse lacune. Soprattutto in ambito audio-video.

HTML5 e contenuti multimediali

Con il rilascio della nuova versione, arrivano anche nuovi tag <audio> e <video>. Questi ultimi permettono la possibilità di controllare contenuti multimediali e consentire al browser di mostrare un player standard per interagire con i principali comandi quali play, pausa, stop ed il controllo del volume.

Ma non solo. Grazie alla nuova versione dell’HyperText Markup Language, sono stati colmati altri gap e aggiunte altre funzionalità. Tra le principali troviamo:

  • il supporto del geotagging ed  elementi canvas abbinati a JavaScript per la gestione di grafica vettoriale,
  • la realizzazione di animazioni online, utilizzo dei  Web Workers per facilitare l’esecuzione di JavaScript da parte dei browser,
  • la revisione delle regole di strutturazione del testo.

La fine di Flash

Come abbiamo visto, diversi elementi hanno contribuito a rendere “obsoleto” Flash. A questi vanno aggiunte decisioni aziendali come ad esempio la comunicazione di Steve Jobs nel 2010. Il co-fondatore di Apple dichiarò che gli iPhone non avrebbero supportato Flash in quanto ritenuta una “tecnologia” utile per pc e desktop, ma non utile per il nascente mercato mobile.

Altri browser hanno annunciato la fine del supporto a Flash entro la fine del 2020. Non ci resta altro che ringraziare Flash per averci dato la possibilità di creare applicazioni che ci hanno permesso di fruire il web in maniera diversa e divertente.