Sempre più spesso ci imbattiamo in termini quali indicizzazione, posizionamento, aggiornamenti algoritmici, penalizzazione, azioni manuali, etc. Tutte queste espressioni, hanno come denominatore comune la SEO, Search Engine Optimization. Ovvero l’ottimizzazione di contenuti, quali pagine web, all’interno dei motori di ricerca.

Sin dal primo motore di ricerca accreditato, Archie creato nel 1990 come motore di ricerca per pagine FTP che consentiva agli utenti di creare un indice di file scaricabili, l’organizzazione e l’ottimizzazione dei contenuti, ha giocato un ruolo primario.

Come sappiamo, dopo Archie ci furono altri motori di ricerca che per brevi periodi furono nostri fedeli strumenti per trovare o scoprire qualcosa di nuovo in rete. Ciononostante, la storia ci ricorda di come tutti abbiano perso la corsa per diventare il motore di ricerca più utilizzato al mondo dopo il 1999. Ovvero quando Google rilasciò la prima versione del suo motore di ricerca. 

L’idea dietro il motore di ricerca Google

L’idea alla base di Google era rivoluzionaria. A differenza dei suoi concorrenti, i due co-fondatori, Larry Page e Sergey Brin, introdussero uno specifico algoritmo chiamato PageRank per classificare i siti web indicizzati nella rete internet. Con questo semplice approccio, migliorarono la qualità dei risultati della ricerca a scapito dei concorrenti. In effetti, prima di Google, cercare qualcosa online era un abbastanza frustrante a causa della qualità dei risultati di ricerca. Un utente, infatti, poteva impiegare anche diverse ore prima di trovare un risultato soddisfacente.

Altro aspetto fondamentale per la crescita del motore con base a Mountain View, fu un canale diretto con la  comunità dei webmaster. Infatti, prima di Google, i precedenti motori si limitavano ad offrire una pagina dedicata all’invio di url tramite specifici form. Quelli più evoluti, invece, offrivano anche la possibilità di inviare una breve descrizione della pagina web sottoposta ad invio tramite form.

Come nasce la SEO

Google, al contrario, iniziò a pubblicare guide specifiche rivolte ai webmaster fornendo indicazioni specifiche su come ottimizzare i contenuti all’interno del motore. Oppure le indicazioni Cosa fare e cosa non fare, rilasciate nel 2001, che possono essere considerate come le prime e vere istruzioni per i webmaster.

Possiamo quindi affermare che Google abbia inventato la SEO ed una nuova categoria professionale che coinvolge migliaia di appassionati della materia in tutto il mondo. 

Altra intuizione del motore, inoltre, fu quella di non appoggiarsi sugli allori come i precedenti concorrenti. Iniziando un processo di innovazione trasformando la ricerca da semplice inserimento di un termine di ricerca a previsioni di ricerca, restituendo ricerche dedicate alle immagini e tutte le altre novità a cui ci ha abituati il motore negli ultimi anni.

La generazione dei falsi miti

Come visto, il motore con base a Mountain View ha creato un’intera economia dietro la SEO. Tale economia, sviluppatasi in tutto il mondo, costringendo tra l’altro motori come Bing, Yandex ed altri a provare a colmare il vuoto di competitività, non e’ regolamentata. Ragion per cui chiunque può occuparsi di SEO ed offrire servizi a terzi.

Spesso tali servizi sono mirati a promettere risultati che nessuno può prevedere o garantire. Se non il motore stesso.

Il motore, come abbiamo capito, tende costantemente ad aggiornarsi introducendo periodicamente migliorie note come algoritmi.

Come funzionano gli algoritmi di Google

Gli algoritmi possiamo paragonarli per facilità di comprensione a degli ingredienti segreti utilizzati per la preparazione della ricetta più buona del mondo. Per questa ragione sono protetti da segreto industriale.

Negli anni Google ne ha introdotti migliaia. Un ultimo esempio e l’aggiornamento sul Mobile-First di cui abbiamo dato notizia nei mesi scorsi. Ma come ha recentemente spiegato Danny Sullivan, Public Liaison for Google Search, nell’articolo Cosa devono sapere i webmaster sugli aggiornamenti principali di Google, il miglior modo per rimanere al passo con i tempi e’ Concentrarsi sui contenuti

Sempre più spesso, invece, quando non si riescono ad ottenere i risultati sperati, la tendenza è quella di pensare che il motore si sia rotto.

Per approfondimenti: