Nuovo articolo dedicato allo sviluppo dei siti internet con un occhio alla SEO. Sono passati solo pochi mesi da quando il principale motore di ricerca al mondo ha annunciato il fatidico Mobile First, letteralmente tradotto in “indicizzazione mobile first”, ovvero la precedenza di scansione del Googlebot rivolta a smartphone e dispositivi mobili.

Mobile-First

Nonostante la corsa all’ottimizzazione delle pagine da parte dei gestori di siti, dei webmaster e di tutte le figure professionali coinvolte, sembrerebbe che la strada per un web orientato al “mobile-first” sia ancora lunga. Ma con questo articolo tratteremo alcuni aspetti abbastanza importanti per i siti non responsive. Ovvero, tutti quei siti raggiungibili da doppia url di cui una dedicata alle connessioni mobili ed un’altra alle connessioni desktop. Ad esempio m.nomedominio.it per le versioni mobili e nomedominio.it per le versioni desktop.

Google, tramite un articolo pubblicato nel dicembre scorso tramite il blog ufficiale dei Webmaster, ha rilasciato alcune importanti dichiarazioni. Innanzitutto fa sapere che spostano nell’indice mobile siti internet e pagine web solo dopo aver effettuato una serie di controlli. Gli stessi hanno lo scopo di accertarsi che gli stessi siano effettivamente “mobile-oriented”. 

Una volta accertato che il sito stia rispettando gli standard tecnici per garantire una esperienza mobile ottimale, viene inviato un messaggio all’interno della Search Console che informa il proprietario verificato del sito.

Nel frattempo, però, chiunque avesse un sito internet orientato al mobile e non avesse ancora ricevuto il messaggio, può testare le url del sito tramite lo strumento di test delle url.

Tramite lo stesso articolo, John Muller che ne è l’autore, si sofferma sul caso dei siti non responsive. Vale a dire, tutti quei siti raggiungibili da doppia url. Il noto Google suggerisce di prestare particolare attenzione alla presenza dei dati strutturati. Gli stessi, infatti, se presenti nella versione desktop, lo dovranno essere anche per la versione mobile e viceversa.

Il suggerimento, in linea di massima, è di passare al design responsive in quanto garantirebbe un’esperienza utente unica, ma soprattutto abbatterebbe costi di gestione. Avere due strutture che gestiscono gli stessi contenuti, infatti, si traduce in doppia gestione sia economica che di tempo.