A seguito dei lockdown attivati in diversi paesi del mondo, molte attività, che possiamo definire offline per convenzione, hanno dovuto chiudere temporaneamente. Lo stesso lockdown sta offrendo una esplosione dei servizi online e, maggiormente, dei siti di e-commerce. Ovviamente a discapito delle attività offline. 

Lo scambio di informazioni aggiornate in questa fase, diventa fondamentale. Ragion per cui ogni attività chiusa temporaneamente a causa del covid, dovrebbe ugualmente aggiornare le proprie informazioni in rete. Ed evitare di avere ripercussioni anche dal punto di vista SEO.

Ad esempio, un’azione da non compiere sicuramente sarà quella di mettere in stato offline il sito internet. Vediamo, dunque, quali sono i principali scenari e come gestirli. 

Alcuni degli effetti della pandemia riguardano le sospensioni o addirittura le cancellazioni delle forniture da parte di grossisti o fornitori. Diversi siti di e-commerce specializzati nel drop-shipping oppure con fornitori al di fuori della comunità europea, stanno subendo diversi ritardi o addirittura cancellazioni. In questo caso, conviene disabilitare la funzione carrello e smaltire gli ordini precedenti.

Dal punto di vista dell’esperienza utente, invece, la pubblicazione di un banner con i principali aggiornamenti, potrebbe lasciare inalterata la fiducia dei propri clienti.

Dal punto di vista tecnico, come abbiamo visto nel caso degli eventi, si raccomanda l’utilizzo dei dati strutturati. Questo accorgimento permetterà di raggiungere la maggior parte dei motori di ricerca che utilizzano schema.org per la comprensione delle informazioni contenute nei siti internet.

Infine, non trascurare l’aspetto “social”. Quest’ultimo, tra l’altro, un settore che dalla pandemia sta ricevendo solo giovamenti. 

Aggiornare i profili sociali per informare i propri utenti e costruirvi un dialogo per mantenere invariata la fiducia dei clienti.