In un precedente articolo, abbiamo parlato dell’incremento delle vendite degli smart speaker in tutto il mondo. E di quali potrebbero essere le opportunità per i marketer, in particolare per la SEO. Oggi vedremo come stanno cambiando le ricerche.

Occorre innanzitutto ricordare che ogni smart speaker funziona con i propri Assistenti Digitali. Alexa per Amazon per esempio e Google Assistant per tutti i prodotti Google. Google Nest incluso

In questo articolo, inizieremo ad analizzare come viene influenzata la SEO. Inizieremo anche a considerare un aspetto importante che coinvolge tutti gli assistenti digitali: come cambiano le ricerche dal testo alla voce.

Le ricerche tramite testo

Negli ultimi 20 anni abbiamo imparato a cercare tutto online. Anche attraverso operatori di ricerca come site:, lyrics, termini particolari all’interno delle virgolette per specificare il tipo di ricerca, etc. Ci viene facile insomma, utilizzare qualunque motore di ricerca lato desktop. Ma cosa succede quando utilizziamo la nostra voce?  Proviamo a fare un confronto.

Quando cerchiamo qualcosa da desktop, per intenderci, è abbastanza naturale per noi cercare un termine specifico. Ad esempio ricetta Tiramisù.

Tramite assistente vocale, la nostra richiesta sarà probabilmente: Ehi Assistente Digitale, come posso preparare un Tiramisù?

Oppure, più difficile: Hey Digital Assistant, come faccio a fare un Tiramisù a casa senza utilizzare tutti gli ingredienti in 10 minuti?

La ricerca vocale

In un articolo pubblicato su MOZ nel 2016, How Voice Search Will Change Digital Marketing — For the Better, l’autrice ha evidenziato cinque differenze e opportunità fondamentali:

  • La voce ha query più lunghe;
  • Il linguaggio naturale significa più frasi interrogative;
  • Il linguaggio naturale rivela chiaramente l’intento;
  • La ricerca vocale ha un alto valore locale;
  • E ha un forte impatto sugli elenchi di terze parti;

In base a queste considerazioni, possiamo facilmente intuire che occorre riconsiderare il concetto di creazione dei contenuti. Dovremmo abbandonare l’idea delle parole chiave come obiettivo principale a favore di frasi di parole chiave. Pensando, quindi, all’intero concetto del contenuto.

In altre parole, occorre reimmaginare i contenuti online pensando a quali potrebbero essere le frasi interrogative. Creando contenuti nel linguaggio più naturale.

Ad esempio, un importante alleato per i contenuti potrebbero essere le Domande frequenti. Ne abbiamo parlato in un precedente articolo. Queste includeranno parole chiave per le domande. Utili per abbinare risposte a qualunque tipo di query vocale. Anche quelle impossibili.