In un precedente articolo, abbiamo parlato di dati strutturati. E di come questi possano aiutare ad ottenere risultati di ricerca arricchiti all’interno dei motori. Nello stesso articolo, abbiamo parlato principalmente del progetto Schema.org. La ragione era dovuta al fatto che si tratta di una sorta di consorzio creato tra i principali motori di ricerca di tutto il mondo.

Di conseguenza, sembrava essere l’unico progetto valido su cui investire. Soprattutto in termini di sviluppo. Come sappiamo, lo sviluppo di un’applicazione web o mobile, richiede tempi di sviluppo che rappresentano costi. Se, ad esempio, ci trovassimo ad effettuare modifiche, in questo caso sui dati strutturati, che nel giro di pochi mesi dovessero diventare obsolete, avremmo ottenuto un doppio danno. Il primo di tempo ed il secondo economico.

Esisteva, pero, un’alternativa che con l’annuncio del 21 gennaio scorso, viene definitivamente mandata in pensione: lo schema data-vocabulary. A partire dal 6 aprile 2020, il markup di data-vocabulary.org non sarà più idoneo ai fini dei risultati di ricerca per le funzioni dei risultati arricchiti all’interno del motore Google.

Si trattava di un primordiale progetto sviluppato da Google che aveva lo scopo di fornire indicazioni sui dati strutturati. Lo stesso progetto venne utilizzato da altri motori e fu la base di ciò che dal 2011 si trasformò nel progetto Schema.org.

Lo schema fornito da Schema.org, in effetti, risulta molto più ricco, ma soprattutto, a differenza del precedente progetto data-vocabulary, rappresenta uno standard sul quale poter investire per la realizzazione di applicazioni web.

Del progetto dovrebbe rimanere in vita il sito dedicato, data-vocabulary.org/, di proprietà sin dal 2009 di Google.